Lo sport siciliano fermo al palo - numeri allarmanti
Venerdì 23 Aprile 2010La lettura di un decennio di crisi
Il Coni Sicilia rende pubblici i dati relativi all’andamento dello sport nell’ultimo decennio. Balza subito all’occhio che dal 2000, lo sport siciliano non cresce più, dopo i fasti successivi alla promulgazione della Legge Regionale 8/78 ed un trend di crescita costante per ben 22 anni. Una crisi annunciata, visto che il decennio in questione, coincide con una riduzione sempre più drastica dei fondi destinati allo sport. Una crisi concomitante con una disattenzione da parte degli organi preposti, primo fra tutti la Regione Siciliana dal 2000 ad oggi ha ridotto di quasi l’80% i suoi investimenti nel settore sportivo, nonostante il fatto che lo Statuto della Regione abbia individuato proprio lo sport tra le competenze della Regione stessa.
Il numero delle società sportive è rimasto pressoché identico, passando dalle 4.917 del 2000 alle 5.062 società sportive affiliate registrate nel 2010, mentre gli atleti tesserati agonisti ai club sportivi hanno subito solo una lieve variazione in aumento, dovuta alla nascita di nuovi sport, come la danza sportiva, passando complessivamente dai 179.249 del 2000 agli attuali 197.926. Il sistema sportivo è riuscito a mantenere tale livello di partecipazione alle attività da parte della cittadinanza, grazie alla straordinaria opera di volontariato dei tecnici e dei dirigenti sportivi, nonostante la carenza di impianti e di risorse. Un vero miracolo!
In uno scenario lungo un decennio che vede cadere a pezzi lo sport siciliano: carenza d’impianti, riduzione delle ore di educazione fisica a scuola, manifestazioni annullate, non bisogna stupirsi se lo sport perde numeri importanti. A pagarne le maggiori conseguenze sono proprio gli sport più diffusi, come il calcio, che ha perso 11.000 tesserati o il nuoto 1.500 e ancora il basket con 2.200.
Alcuni comparti del mondo sportivo – commenta il Presidente del Coni Sicilia, avv. Massimo Costa - hanno compiuto dei veri e propri miracoli, come lo sport per disabili, che nonostante tutto, è riuscito ad imporsi, con grande spirito di abnegazione dei dirigenti e un’azione capillare sul territorio che ha fatto crescere il numero delle società da 63 a 107 e così anche le arti marziali, che hanno registrato un aumento significativo, passando da 8.000 tesserati nel 2000 ad oltre 10.000 oggi. Si registra uno spostamento verso alcune nuove discipline, ma non si può non considerare che in una società dove mancano gli strumenti per avvicinare altri cittadini alla pratica sportiva, difficilmente potranno verificarsi ulteriori segnali di crescita>>.
Ma se questo è il quadro del tempo appena trascorso, il futuro appare ancora più nero. Infatti, a fronte di un bilancio della Regione Siciliana di oltre 28 miliardi di euro, l’investimento per il comparto sportivo individuato dal Governo ammonta solamente a circa 8 milioni di euro, rappresentando miserevolmente lo 0,028% del bilancio, una goccia nell’oceano che certamente non consentirà mai di colmare il gap che separa la Sicilia dal resto d’Europa, e che relega la nostra regione agli ultimi posti anche nelle classifiche italiane relative ad impianti ed ai partecipanti alle attività sportive. Considerando che gli atleti agonisti tesserati sono circa 200.000, che gli amatori tesserati ammontano anche loro a 200.000 cittadini siciliani, e che risultano altri 650.000 cittadini tesserati agli enti di promozione sportiva, ed oltre 1.000.000 di cittadini sportivi attivi, ma non tesserati, è come dire che la Regione investe su ciascuno di questi circa 4 euro, la somma per un pacchetto di sigarette o per quattro caffè.
Secondo i recenti dati Censis, la Sicilia è penultima in Italia, per numero di praticanti. Il 52% della popolazione è sedentaria contro il 15% del Trentino o del Veneto e la percentuale dei bambini obesi sfiora il 50% rispetto il 42% del Nord Italia.
Per non parlare dei dati dell’Istat in merito all’impiantistica sportiva, la Sicilia risulta all’ultimo posto nella graduatoria nazionale nel rapporto percentuale fra numero di impianti e popolazione residente (70 impianti sportivi e 104 spazi elementari ogni 100.000 abitanti contro138 e 253 della media nazionale). Sarebbe necessario costruire 3.200 impianti per collocarsi nella media nazionale!
Pensare che vengano dedicati meno investimenti regionali per la promozione e la pratica sportiva vuol dire ridurre di fatto lo stato di salute dei Siciliani, in ogni fascia di età e di conseguenza incrementare la spesa del Servizio Sanitario negli anni futuri per il ruolo che lo sport svolge in ordine ai problemi cardiovascolari, di postura, di obesità, ecc...L’investimento sullo sport è un investimento sul futuro.
<<La riforma sanitaria – continua Costa – che guardiamo con attenzione, rischia di rimanere monca, se non si investe sulla prevenzione. Esiste uno stretto rapporto fra lo sport e lo stato di salute. Esser fisicamente attivi, praticare sport, vuol dire vivere con una più bassa percentuale di incidenza di patologie. L’attività sportiva migliora anche il sistema immunitario salvaguardando l’organismo da malattie batteriche e virali, ed in molti casi lo sport rappresenta anche uno straordinario ausilio terapeutico. Non è corretto investire solo su ospedali e farmaci, occorre spostare l’asse della spesa sulla prevenzione>>.
Alla luce dei rinnovati attestati di stima e di solidarietà registrati in questi giorni da parte di tutte le parti sociali ed in favore del mondo sportivo, il Presidente Costa, rinnova l’appello all’Assessore, al Governo, all’Assemblea Regionale, affinché si possa dare risposta alle tante aspettative dei cittadini sportivi siciliani.
Il Presidente Massimo Costa, infine ricorda che sono in gioco anche i destini delle società di vertice, quelle che militano nei campionati di serie A, che tanto lustro hanno dato e danno alla nostra terra, e che, se vedessero confermate le notizie che circolano sul bilancio, saranno costrette a chiudere i battenti.
Tante le società che in questi giorni hanno fatto sentire la loro voce tra proteste e appelli.
Orizzonte Catania – Pallanuoto – (Il Presidente Nello Russo):
<<Le notizie che giungono in merito alla proposta del Governo di ridurre notevolmente gli investimenti nel settore dello sport, e che addirittura porterebbero alla soppressione dell’art.1 della Legge Regionale 18/86, preoccupano fortemente la nostra società.
Vogliamo unirci all’intervento del Presidente Parisi e del Presidente Costa in merito all’assoluta necessità di difendere le leggi regionali che garantiscono un seppur minimo aiuto allo sport di vertice. In una terra difficile, come la nostra, ed avara di immagini positive da esportare e comunicare, l’Orizzonte Catania rappresenta una eccellenza che merita una tutela particolare da parte della classe politica siciliana. Non è possibile pensare a campagne di comunicazione faraoniche, lasciando che muoiano le realtà virtuose della nostra Sicilia. L’Orizzonte Catania esprime dunque forte preoccupazione in merito alla situazione del Bilancio della Regione, essendo fortemente a rischio la partecipazione al prossimo campionato, qualora tale incresciosa situazione dovesse essere confermata nelle prossime scelte inerenti la Finanziaria ed il Bilancio. Facciamo appello all’Assessore, profondo conoscitore del mondo sportivo, affinchè non consenta che venga compiuto tale scempio>>.
Cus Catania – Hockey – (Il Presidente Luca di Mauro):
<<Il Cus Catania, da tanti anni impegnato nell’attività sportiva di ogni genere, ha nell’Hockey su Prato la sua stella più lucente.
Una formazione, la nostra, che nel corso della sua storia ha conquistato la bellezza di undici scudetti nazionali e che, ancora oggi, vede le proprie squadre (Maschili e Femminili) militare nei massimi campionati italiani utilizzando solo ed esclusivamente atleti nati entro in confini siciliani.
In altri Paesi, come la Spagna ad esempio, quello dell’appartenenza al territorio è motivo di enorme orgoglio sportivo mentre da noi, in Italia, un dato come questo pare passare tristemente in secondo luogo.
Le leggi 18 e 31, che sovvenzionano le società partecipanti ai campionati di massima serie, hanno - nel corso degli anni - permesso di costruire un’attività agonistica Nazionale e Internazionale capace di rendere orgogliosa la nostra Regione e l’Italia tutta.
Il paventato taglio a queste due leggi nodali, unitamente all’assenza di disponibilità di altre risorse economiche, getterebbe tutto il CUS Catania in uno stato di crisi irreversibile e renderebbe impossibile la partecipazione delle società sportive a tutti i campionati cui partecipano, portando un gravissimo vuoto nella rappresentanza che la Sicilia stessa dà di sé, in Italia e nel Mondo>>.
Cus Palermo – Atletica – (Il Vice Presidente Bevilacqua):
<<Le leggi 18 e 31, in questi anni, ci hanno permesso di portare avanti una campagna di coinvolgimento collettivo importante. Ci hanno consentito di fare attività ad altissimi livelli e non è un caso che l’Atletica Leggera del Cus Palermo sia sempre portata ad esempio di professionalità, non solo in Sicilia ma in tutta l’Italia.
I nostri atleti fanno parte dell’élite Nazionale in pianta stabile ormai da molti anni e questo nonostante negli ultimi tempi, il ridimensionamento dei fondi per lo sport, ci abbia costretto ad autentici salti mortali. L’impegno di tutti e la forza di volontà della nostra gente, generosa come nessun’altra, ci hanno comunque consentito di andare avanti e mantenere il nostro primato di eccellenza.
Adesso però, la notizia dei possibili tagli alle leggi 18 e 31 arriva come uno schiaffo in pieno volto. Un gesto violento capace di infierire ferite, difficilmente rimarginabili.
Il Cus Palermo sa bene che se ciò si verificasse, gran parte della sua attività verrebbe compromessa e spera che le forze politiche possano trasformare quello schiaffo in una carezza. Perché le istituzioni, come una madre con i suoi figli, sanno che c’è un tempo per educare ed uno per premiare. E la Sicilia, per quanto ha dato a tutto il movimento sportivo italiano, merita tutto fuorché di essere punita>>.
Warriors Franchigia Siciliana – Baseball - ( Il Presidente FIBS CR SiciliaMichele Bonaccorso):
<<Il gruppo Franchigia nel mondo del baseball siciliano svolge un’attività di vertice importantissima. In questo momento, con il ridimensionamento alle leggi 18 e 31 che si occupano di aiuti allo sport di alto livello, c’è il serio pericolo di bloccare l’attività di massima serie, da sempre desiderata per il nostro sport sull’isola.
È stata ridotta l’attività motoria di base, ridotta al minino l’attività promozionale e questo ulteriore taglio, ai contributi stanziati per le società di vertice, significa per le squadre siciliane di serie A, ad esempio non riuscire più a realizzare le trasferte settimanali al nor>>.
Un campionato di Serie A è chiaro che deve essere basato su sponsorizzazioni e giusto contributo da parte dei Soci, ma è anche vero che i fondi regionali potevano e possono considerarsi come una solida base dalla quale partite.
I contributi che ci si auspica di ricevere dalla Regione sono aiuti che permetterebbero di svolgere l’attività in maniera quantomeno dignitosa>>.
Tennis Club – Tc2 – ( Il dirigente Roberto Rizzo):
<<Il Tc2 rappresenta una realtà virtuosa, un esempio di sviluppo sportivo nella realtà siciliana, che merita, come tutte la altre società sportive, particolare tutela da parte della classe politica siciliana. Le notizie riguardanti la proposta del governo di ridurre notevolmente gli investimenti nel settore dello sport e addirittura di sopprimere l’articolo 1 della legge 18/86 ci preoccupano fortemente. Ci uniamo pertanto alle parole del presidente Costa in merito all’assoluta necessità di difendere le leggi regionali che garantiscono un seppur minimo aiuto allo sport di alto livello. Siamo preoccupati per la situazione del Bilancio della Regione e facciamo appello all’assessore, affinché non ponga in essere queste intenzioni>>.


