Intervista a Walter Sabatini, direttore sportivo del Palermo

Mercoledì 7 Ottobre 2009

A CURA DI MEDIAGOL.IT

 Walter Sabatini può finalmente sorridere. Il Palermo non solo ha vinto, ma lo ha fatto alla grande, battendo un avversario di prestigio come la Juventus e cacciando via tutte le voci che parlavano di crisi rosanero. Il direttore sportivo del Palermo ha raccontato tutte le proprie emozioni in un’intervista rilasciata a “Mediagol.it".

Dopo le polemiche delle scorse settimane, possiamo parlare di un lunedì estremamente sereno, no?
“Beh si, la squadra ieri sera ha dato una risposta importante che in embrione aveva già dato, in altre circostanze, in maniera intermittente. Ci aspettavamo prima o poi una partita splendida e si è verificata ieri con la vittoria sulla Juventus. Siamo molto contenti”.

Questo 3-4-1-2 che è stato proposto ieri sera è nato dal famoso “meeting” tra lei, Zenga e Zamparini?

“Se sono avvenuti in seguito al meeting societario con lei e il patron Zamparini? Ma no... È una cosa che Zenga aveva in mente all’epoca quando avevamo individuato in Goian un integrazione all’organico. Poi devo dire che il presidente è un ammiratore, un amante, di questo modulo. In sede di confronto è emersa questa possibilità che comunque era già nella mente dell’allenatore. Era un’ipotesi tattica. Zenga è uno sperimentatore: è una sua competenza cercare di capire nel corso del tempo quale può essere un modulo o i moduli che si sposano meglio con le caratteristiche dei giocatori”.

Questo modulo ha portato grosse migliorie sotto il punto di vista del gioco. Forse, in questo modo, Bresciano e Simplicio possono partecipare di più al gioco una volta che non devono pressare sugli esterni…
“Simplicio e Bresciano non erano chiamati a pressare sugli esterni. Ieri Fabio e Mark, alla pari degli altri, hanno tirato fuori il meglio di loro stessi. Zenga aveva memoria di una partita in cui i due si erano espressi benissimo nella zona nevralgica del campo a Milano, in inferiorità numerica contro l’Inter. Se n’è ricordato e li ha voluti ri-proporre in quella zona del campo in cui loro hanno esercitato un’azione tecnica e dinamica straordinaria”.

Abbiamo visto un Pastore più fluido e determinante. Sono piccoli segni di maturazione?
“Si. Beh, Javier si sta adeguando bene ai tempi ed ai ritmi del calcio italiano. Lo sta facendo in fretta. È un giocatore che vale e ieri ha fatto bene. Aveva fatto bene anche in altre circostanze, ma adesso francamente, il mio pensiero va ai ragazzi che ieri non hanno giocato, che non hanno potuto godersi questa soddisfazione, perché in organico ci sono calciatori importanti, ragazzi seri e ottimi giocatori. Mi dispiace per loro che, in una circostanza del genere, non abbiano potuto assaporare il campo, il successo. Mi dispiace perché sono giocatori che se lo meritano. Mi riferisco a Blasi, Bertòlo, Nocerino che ha giocato poco e comunque a tutti i ragazzi senza far torto a nessuno… Gli stessi Melinte e Morganella, ad esempio, sono ragazzi che valgono. Si stanno allenando con caparbietà e puntiglio. Verrà il loro turno. C’è anche Succi…insomma vorrei elogiarli tutti perché sono giocatori di ottimo livello e soprattutto di grande spessore morale. Quando si ottengono vittorie così ridondanti e importanti, vorrei che tutti i giocatori avessero potuto partecipare. Spero che ci sia presto il loro turno”.


Quel’è il segreto per vincere partite del genere?
“Un po’ tutte le squadre, quando i confronti sono di alto livello, riescono ad attingere a risorse nervose che magari in altre circostanze non vengono sollecitate a sufficienza. Però è anche vero che non bastano le risorse nervose. Ci voglio anche le qualità tecniche che la squadra ha dimostrato di avere. Lo ha già fatto in altre circostanze, ma come ho detto, lo ha fatto per porzioni di partita e con scarsa continuità. Ieri, invece, il Palermo è riuscito a esprimere un volume e un’intensità di gioco importanti per 95 minuti, suffragati da una qualità tecnica presente nelle corde di questa squadra. Quindi, speriamo che la vittoria sulla Juventus sia una partita che ci metta in un percorso importante come merita la città, i tifosi e tutti coloro che seguono il Palermo”.

Migliaccio come difensore centrale: può essere riproposto o è solo una soluzione temporanea?
”Migliaccio, già l’anno scorso, si era espresso su livelli altissimi in questo ruolo. È un ruolo che gli è congeniale anche se lui è un centrocampista e magari preferisce giocare a metà campo. Però lui è un giocatore polivalente e questo ruolo si addice alle sue caratteristiche. Lo interpreta benissimo, quindi può essere una soluzione. Certamente non definitiva, ma un soluzione alla quale il Palermo ricorrerà ogni volta che ne avrà bisogno, perché ripeto, già l’anno scorso il ragazzo aveva dato segnali di poter interpretare questo ruolo in maniera veramente evoluta”.

Gli esperimenti di questa stagione, alla luce del successo del nuovo modulo, possono essere considerati conclusi?

“Non so se Zenga vorrà insistere con questo modulo anche per le prossime partite. Ieri abbiamo avuto risposte importanti dal 3-4-1-2. La squadra deve essere sempre messa in condizioni di dare il massimo, ma i moduli non servono a niente se non ci sono le buone prestazioni individuali dei giocatori, che vanno poi armonizzate col collettivo. Ieri i ragazzi hanno giocato un calcio sublime. Tutti sono stati da 7 e mezzo, darei 8 solo a Budan per come ha interpretato gli ultimi minuti, difendendo e giocando al meglio la palla".

Kjaer e Cavani hanno giocato una partita straordinaria e non è un mistero che entrambi piacciono alla Juventus: dopo la partita di ieri sera sarà ancora più difficili trattenerli…
“Kjaer e Cavani non piacciono solo alla Juventus, ma anche a molte altre squadre di grande livello. Certamente se giocano così contro avversari così importanti il loro valore aumenta. Un conto è giocar bene partite facili, un conto è giocare bene partite difficili: entrambi ieri sera hanno dimostrato di meritare una grande piazza".

Sirigu è stato impegnato poco, ma nell’ordinaria amministrazione ha mostrato grande personalità, come nel caso del dribbling su Amari. Ci sono le condizioni ideali affinché Rubihno recuperi la dimensione tecnica e psicologica?
“Sirigu sta dando delle garanzie, ha fatto bene sia con la Juventus che con la Lazio, questo ci consente di poter aspettare il miglior Rubinho, perché il brasiliano è un giocatore importante, lo abbiamo preso con un entusiasmo e questo entusiasmo c’è ancora Per adesso ha qualche difficoltà legata al cambiamento d’ambiente, ma sappiamo che possiamo contare su di lui. Ci sentiamo tutelati in quel ruolo: adesso è il momento di Sirigu, arriverà anche quello di Rubinho”.

La scorsa settimana si è parlato di qualche problema all’interno della società rosanero, addirittura di un Zenga a rischio. Quanto le ha dato fastidio tutto questo?
" No, non mi hanno dato fastidio, sono cose che fanno parte del gioco nel mio mestiere e abbiamo superato la cosa con gran tranquillità. L’allenatore è sempre bersaglio di critiche e polemiche, lo so bene e in questo caso abbiamo usufruito anche di una certa benevolenza del presidente Zamparini, che ha istaurato con Zenga un buon feeling, e quando c’è un rapporto del genere si possono superare tutte le difficoltà stagionali"-

Sull’onda dell’amarezza della settimana scorsa, qualcuno ha parlato anche di un suo possibile addio. Possiamo smentire queste voci?
” Solo se lo decide Zamparini, di certo non per mia volontà. Le cose che ho detto la settimana scorsa non sono state un’assunzione di responsabilità, ma soltanto un commento sulla situazione. Sono certo di non aver fatto tutto alla perfezione quest’anno ed è giusto che l’ammetta. Lo ´scarica barile´ non serve. Zamparini non sta cambiando, continuerà ad essere furioso perché è una sua caratteristica, ma è sempre destramente lucido, anche quando prende decisioni sulla scia di qualche arrabbiatura. E’ un uomo che perde facilmente la pazienza”.

La prestazione di ieri ha fatto subentrare una grande fiducia ed un grande entusiamo. Cosa possiamo aspettarci per il futuro?
“La partita di ieri è stata una partita così bella e particolare che sarà difficile da ripetere. Dipenderà da quanta voglia avranno i nostri: sono loro che determinano il successo del Palermo e del suo progetto. Questa è una squadra forte, quando avrà acquisito il fatto di poter giocare sempre come ieri, saremo di fronte ad un Palermo che potrà competere con tutti”.

Questo modulo può sopperire alla mancanza di Fabio Liverani?
“Ho sempre detto che per non sentire l’assenza di Liverani basta attuare un assetto tattico adeguato, piuttosto che sostituirlo con un suo alter ego; lo dico dall’anno scorso e la partita di ieri mi ha dato ragione. Le soluzione tattica di Zenga è stata impeccabile, ma ripeto, sono stati i giocatori a rendere scintillante quel modulo”.


Si parla molto dell’esclusione di Cassano dalla Nazionale, ma Fabrizio Miccoli non sembra meritarla di meno. Lo vedrebbe bene in azzurro?
“Confido molto nella competenza di Lippi. Sicuramente non gli sfuggiranno le prestazioni di Miccoli: se Fabrizio continuerà a giocare così, probabilmente il Ct lo prenderà seriamente in considerazione. Miccoli è un giocatore che per caratura e per abilità tecniche può disputare tranquillamente un Mondiale. E’ sempre stato un “guascone” del mondo del calcio, adesso però ha trovato le motivazioni, la continuità, la forma fisica e la serietà giusta per ottenere il massimo. Tutti si renderanno conto del suo valore, anche Lippi”.

 

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