IL Coni Palermo a scuola con i big del Palermo Calcio
Venerdì 17 Aprile 2009MIGLIACCIO E CASSANI AGLI STUDENTI “L’UNICO DOPING DEVONO ESSERE I SACRIFICI”
In un’altra vita, Giulio Migliaccio, centrocampista rosanero, vorrebbe fare il cuoco, il suo compagno di squadra Mattia Cassani seguirebbe invece le orme del padre, ingegnere. Questa mattina i due giocatori hanno svelato passioni e curiosità incontrando gli allievi dell’istituto “Falcone” di Palermo, nell’ambito delle iniziative previste dalla convenzione fra la Provincia e il Palermo calcio con la collaborazione del Coni Palermo. Ospite d’eccezione dell’incontro, al quale hanno partecipato il Presidente della Provincia Giovanni Avanti e l’assessore allo Sport Michele Nasca, l’ex rosanero Ghito Vernazza. Presenti inoltre la dirigente scolastica Maria Concetta Termine, il presidente provinciale del Coni, Giovanni Caramazza, il presidente provinciale della Figc/Lnd Stefano Saitta, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Rosario Leone e Nazareno Bonsignore, docente della Facoltà di Scienze Motorie.
“Lo sport - ha detto il presidente Avanti - è un’occasione di crescita, non soltanto perché permette di trasmettere ai giovani valori importanti come la lealtà e la solidarietà ma anche perché seguire le regole di una disciplina sportiva significa apprendere le regole della vita. Grazie alla collaborazione con il Palermo vogliamo farvi conoscere il calcio sotto una luce diversa, mostrarvi il lato umano e i sentimenti dei giocatori, farvi conoscere accanto alle loro imprese agonistiche anche le loro esperienze di vita, affinché siano per voi da esempio. I giocatori amano il loro lavoro: auguro a ciascuno di voi di poter coltivare passioni e attitudini facendone un mestiere. Questa, infatti, è la ricetta per una vita gratificante”.
L’assessore Nasca ha sottolineato “l’importanza di questi incontri e il contributo della scuola per promuovere lo sport, per spiegare ai giovani che praticare una disciplina è un’occasione per socializzare e per vivere una vita reale, non solo quella alla quale assistono su internet o in tv, per imparare già da adolescenti a superare le difficoltà che la vita inevitabilmente presenta. È importante però che i giovani imparino anche la “cultura della sconfitta”, senza mai definire una gara “la partita della vita” perché la vita è troppo importante per essere condizionata da un incontro sportivo”.
Prima di iniziare il dibattito Leone ha invitato tutti a un minuto di silenzio per ricordare gli studenti abruzzesi e le altre vittime del terremoto. Poi un video con le più belle immagini dello sport, dal calcio all’atletica, dal nuoto alle arti marziali e l’invito da parte del presidente del Coni, Caramazza: “vogliamo incontrare gli studenti per avvicinarli allo sport, per fare germogliare in loro questa passione anche attraverso l’esempio di atleti affermati”.
“Il mio italiano non è dei migliori ma lascio che sia il cuore a parlare. Alla mia età, mi accorgo che gli anni passano e allora vi invito a sfruttare al massimo questo periodo, quello della gioventù. Sono gli anni più belli e più importanti per il vostro futuro”. Parola di Ghito Vernazza, vecchia gloria rosanero, che ha iniziato a giocare quando aveva appena sette anni. Cassani non molla il pallone da quando di anni ne aveva otto, stessa età per Migliaccio che si è dedicato per due anni al nuoto, poi al grande amore per il calcio “tutti i pomeriggi per strada, partite interminabili senza però mai tralasciare lo studio”.
Spazio alle domande degli alunni, fra cui quelle su temi come il doping, l’alimentazione, i sacrifici che la carriera sportiva comporta. “L’unico doping ammissibile - ha detto Migliaccio - deve essere il lavoro, non c’è altro mezzo che l’impegno per raggiungere gli obiettivi. Per ottenere dei risultati si devono fare sacrifici, significa riposo prima delle gare, alimentazione attenta, rigore, disciplina e fatica negli allenamenti”. “Il calcio è uno sport privilegiato - ha detto invece Cassani - ed è giusto essere consapevoli di questo. La nostra carriera inizia presto ma finisce altrettanto presto, bisogna essere bravi a gestire i propri guadagni e a sapersi reinventare il futuro”.
Le emozioni dello stadio ma anche quelle di un semplice allenamento: “Al Sud e a Palermo in particolare il pubblico è particolarmente caloroso - ha detto Cassani - entrare nello stadio pieno è sempre una grande emozione. Il calcio è la mia vita, è il motivo per cui al mattino mi sveglio felice e per cui alla sera vado a letto altrettanto felice”. “Per me - ha aggiunto Migliaccio - è emozionante anche un allenamento, perché mi rendo conto di quanto sono fortunato a fare un lavoro che amo. Ma sono emozionanti anche i momenti in cui sai che puoi fare felice chi è meno fortunato e penso ai tanti disabili che vengono allo stadio e che ci seguono durante gli allenamenti”.
E infine i giovani tifosi strappano ad entrambi una promessa: “faremo di tutto per andare in Coppa Uefa, non vogliamo avere rimpianti”.


