Giovanni Visconti è ancora campione d’Italia
Martedì 19 Luglio 2011Giovanni Visconti si conferma Campione Italiano di ciclismo e 32 anni dopo Francesco Moser, si aggiudica il titolo tricolore ad Acicatena (Ct).
L’uomo della Farnese Vini ha vinto il suo terzo titolo tra i professionisti (dopo quelli del 2007 e 2010) al termine di una avvincente volata nella gara disputata ad Acicatena (Ct) “Trofeo Turi D’Agostino”, appuntamento clou della Settimana Tricolore ospitata in Sicilia e che ha coinvolto la province di Catania, Messina e Siracusa.
Sull’affollato traguardo piazzato al termine del rettilineo di via Vittorio Emanuele, dopo 208,8 km di gara (5h34m46s alla media di 37,423), ha preceduto a braccia alzate Mauro Santambrogio della Bmc Racing Team e Simone Ponzi della Liquigas Cannondale.
Ad assistere alla gara anche Paolo Bettini, commissario tecnico azzurro.
Il via alla gara (ritardato di circa mezz’ora a causa di un problema tecnico) è stato dato alle ore 11,29. I giri del circuito da percorrere da 9 sono diventati 8.
93 gli atleti in gara, e da subito si capisce che non è una gara tattica. Infatti, dopo appena 4 chilometri di “prova” subito un allungo del ciclista con la pettorina numero 49, Henry Frusto della D’Angelo e Antenucci.
Il gruppo raggiunge un distacco di 25 secondi prima che Claudio Corioni (Acqua e Sapone), Manuel Belletti (Colnago), Federico Rocchetti (De Rosa) e Marcello Pavan (Vacansoleil) partano all’inseguimento. Dopo 2 chilometri, il vantaggio di Frusto scende a 10 secondi sugli inseguitori, che restano in due: Rocchetti e Pavarin.
Gli altri vengono riassorbiti dal gruppo che è a 22 secondi; gruppo di nuovo compatto dopo altri tre chilometri. Nuovo tentativo di allungo al chilometro 14 quando scattano Alessandro Donati (Acqua e Sapone), Manuel Belletti, Henry Frusto e Federico Rocchetti. Il loro vantaggio in 4 chilometri raggiunge il minuto e 50 secondi. Alla chiusura del primo giro, i tre battistrada fanno salire il loro vantaggio a 3 minuti. La media del giro è di 37,649 km/h.
Il vantaggio dei quattro al comando sale ancora nel corso del secondo giro, attestandosi intorno ai 4’55’ al km 30. Dopo un giro e mezzo, al secondo passaggio alla fine della salita di Trecastagni, la media ufficiale, allo scoccare della prima ora di gara è di 35,200 km/h. Il ritardo del gruppo è di 5’05’’. In chiusura del secondo giro, in testa ci sono sempre Donati, Belletti, Frusto e Rocchetti. Il gruppo latita a 5’35’’, con gli uomini della Liquigas di Vincenzo Nibali che cercano di fare l’andatura. La media di gara è di 37,160 km/h.
Il gruppo rallenta quindi notevolmente. Il vantaggio dei fuggitivi al passaggio dal 60° chilometro è di 6 minuti netti. La media dopo 2 ore di corsa 36,200 km/h.
Al terzo passaggio al traguardo di via Vittorio Emanuele ad Acicatena, i quattro sono in fuga da 62 chilometri e hanno un vantaggio sul gruppo di 5’48’’, con gli uomini Lampre e Liquigas a fare l’andatura.
La media generale di gara è di 36,919 km/h, la media sul giro è di 36,446 km/h. Nel quarto giro l’azione dei battistrada comincia a farsi meno sciolta.
Il gruppo sulla salita verso Trecastagni lima lo svantaggio, portandolo a 5’18’’. L’azione della Liquigas sgrana il gruppo, che perde “pezzi” nelle retrovie. Il gruppo recupera ancora sui battistrada: 4’48’’, svantaggio che scende ulteriormente in cima alla salita di Trecastagni: Donati, Belletti, Frusto e Rocchetti mantengono solo 4’ di vantaggio sul gruppo, che intanto si spezza in due tronconi, distanti l’uno dall’altro 22’’. Il gruppo si ricompatta, ma guadagna ancora terreno; Donati, Belletti, Frusco e Rocchetti hanno ora un vantaggio di appena 3’50’’. A guidare il gruppo sono gli uomini della Lampre.
A metà gara i quattro passano dal traguardo con un vantaggio di 4 minuti e 2 secondi sul gruppo.
Al chilometri 111 il vantaggio dei fuggitivi è di 3’15’’. Uomini Lampre che pilotano l’inseguimento per cercare di assorbire il quartetto.
Dopo 3 ore di corsa la media è di 36,500 km/h. Manuel Belletti comincia ad accusare la fatica della lunghissima fuga e rallenta rispetto agli altri tre battistrada (Donati, Frusco e Rocchetti). Il suo ritardo in pochi chilometri raggiunge i 50’’. Il gruppo intanto accorcia le distanze: il suo ritardo è di 3’15’’, 118 i chilometri percorsi, Donati Frusco e Rocchetti, resistono in testa alla corsa da 104 chilometri.
Al km 120 finisce la fuga di Belletti, ripreso dal gruppo che, guidato da Lampre e Liquigas, sta recuperando sui tre battistrada. Il distacco è di soli 2’40’’.
2’02’’ il vantaggio al nuovo passaggio del traguardo che segna l’inizio del sesto giro.
La media del quinto giro è di 36,236 km/h.
Il vantaggio del terzetto, in fuga dal chilometro 14, si neutralizza del tutto al chilometro 135.
Il gruppo ritorna compatto e riparte una nuova gara.
C’è una caduta che coinvolge Paolo Ciavatta e Alessandro Proni dell’Acqua & Sapone. Ad avere la peggio è Ciavatta, costretto a ricorrere alle cure dei sanitari e condotto in ospedale.
Al chilometro 136 il siciliano Gianpaolo Caruso del Team Katusha si stacca dal gruppo e raggiunge un vantaggio di 25 secondi prima di essere riassorbito dal gruppo.
Al chilometro 145 gruppo che rimane compatto e squadre che iniziano a pianificare le strategie in vista dell’arrivo.
A tre chilometri dal nuovo passaggio sul traguardo tutti i migliori nel gruppo principale che guida la corsa.
La media generale dopo sei giri è di 36,782 km/h.
Sulla salita di Aci S. Antonio due uomini di staccano e si mettono al comando: Oscar Gatto e Diego Ulissi. In cinque si pongono con prontezza all’inseguimento.
Diventano quattro, Damiano Caruso, Pozzovivo, Bandiera, Santaromita, che raggiungono un vantaggio di una ventina di secondi.
In questa fase si attarda leggermente Cunego.
Il gruppo si allunga nel tratto tra Trecastagni e San Giovanni La Punta.
24 gli uomini a formare la testa della corsa.
Nuovo timido attacco portato al km 168 da Luca Mazzanti e Andrea Pasqualon; si agganciano poco dopo anche Luca Paolini e Diego Ulissi. Qualche chilometro dopo il gruppo si allarga e raggiunge un vantaggio di 16 secondi sui più immediati inseguitori.
A meno quattro chilometri dal penultimo passaggio sul traguardo il vantaggio arriva a 25 secondi.
Alla campanella dell’ultimo giro gruppetto di otto corridori (Mazzanti, Pasqualon, Ulissi, Santaromita, Santambrogio, Bertolini, Marcato e Paolini) a precedere il resto del gruppo.
La media del settimo giro è di km/h 39,003.
Si forma un nuovo gruppo di attaccanti che comprende Visconti, Ballan, Santambrogio, Santaromita, Pozzovivo, Valiani, Ponzi, Maargutti, Bailetti, Giampaolo Caruso, che raggiunge i 48 secondi di vantaggio sugli inseguitori.
Ballan e Visconti provano ad allungare ma vengono ripresi poco dopo. Sulla salita che conduce a Trecastagni si registrano una serie di scatti, riassorbiti senza difficoltà dal grippo principale.
Visconti prova a mettersi in evidenza al chilometro 188; Santambrogio rimane nella sua scia. Anche Santaromita prova a raggiungere la coppia al comando.
Sulla discesa di San Giovanni La Punta si forma un terzetto composto da Visconti, Santambrogio e Santaromita. A sette chilometri dall’arrivo i tre vengono raggiunti da un quintetto.
Tentativi di allungo che vengono presto neutralizzati. Caruso e Visconti ancora in evidenza nel finale.
Ballan allunga all’ultimo chilometro, replica Visconti. L’ultimo strappo prima dell’arrivo è avvincente.


